L’arte del caffè decaffeinato

caffe decaffeinato

“Decaffeinato? Si. Grazie!”

Sempre più il caffè assume la forma di un rito, un momento di pausa da gustare in tranquillità in ogni momento della giornata. Ma bisogna stare attenti: assunta in quantità eccessiva la caffeina, che funge da stimolante per il sistema nervoso, può causare forti danni al corpo umano e addirittura può portare alla morte (la dose letale è di 10 grammi); esistono anche dei casi dove l’assunzione dell’alcaloide è fortemente sconsigliata come per le persone cardiopatiche o per chi soffre di insonnia. Ma come si fa a resistere al caffè? State tranquilli. Non è un problema! Il decaffeinato risolve tutto.

Il caffè decaffeinato è una tipologia di caffè che viene trattato in modo tale da privarlo dal suo contenuto di caffeina: risulta buono come il caffè espresso ed è più salutare.

Infatti, in base alle normative vigenti, l’amato caffè si considera decaffeinato se contiene meno di 0,1 % di caffeina.

Il primo esempio di decaffeinizzazione risale al 1905 ad opera del tedesco Ludwig Roselius, figlio di un assaggiatore di caffè. Ludwig eliminava alcaloide dal chicco attraverso l’uso di vapore e solventi organici. Dopo pochi anni il caffè da lui sperimentato venne commercializzato con il nome di caffè Hag.il caffe decaffeinatoll processo di decaffeinizzazione è assolutamente ecologico: non crea alcun danno alla salute dei consumatori perché è praticato con solventi naturali. Inoltre vi è un riuso della caffeina estratta, che viene utilizzata dalle industrie chimiche, farmaceutiche ed alimentari.

Finora sono stati testati quattro procedimenti per estrarla dal caffè crudo:

  • ACETATO DI ETILE: metodo attraverso il quale la caffeina viene estratta lavando il caffè crudo con etile acetato, un solvente naturale.
  • ACQUA: metodo basato sull’utilizzo di estrattori a colonne nei quali i chicchi di caffe sono trattati con un estratto acquoso saturato di sostanze solubili del caffè, diverse dalla caffeina.
  • CLORURO DI METILENE: metodo in cui la caffeina viene estratta lavandola con diclorometano, un solvente chimico che evapora naturalmente a temperatura superiore a 40°C.
  • ANIDRIDE CARBONICA: metodo che consiste nel lavaggio dei chicchi con biossido di carbonio allo stato critico (gas liquido) / P = 250 bar, che agisce da solvente della caffeina.

Il decaffeinato, se assunto in dosi moderate, è in grado di apportare dei benefici al nostro corpo: ha proprietà anti-infiammatorie, anti-microbiche, anti-tumorali, aiuta a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2, la demenza e la progressione del morbo di Alzheimer ed, in generale, aiuta a prevenire l’invecchiamento delle cellule cerebrali.

Siamo riusciti a sfatare l’idea di alcuni che pensano al decaffeinato come un finto caffè? Anzi, il caffè decaffeinato è molto meno dannoso per la salute e può essere una alternativa valida e salutare al caffè classico: l’aroma è originale del caffè; quel che manca è la caffeina. Ma ribadiamo: mai esagerare. In generale, come in tutte le cose, quello che fa la differenza è la quantità che viene assunta: come per il caffè classico, mai superare le tre/quattro tazzine al giorno.