Conrad: il simbolo del XIX secolo

“Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?” Se lo chiedeva Joseph Conrad, autore del capolavoro Cuore di Tenebra e artista simbolo del XIX secolo. Conrad è un simbolo in quanto scrittore perfetto per riflettere uno spaccato di realtà ottocentesca. Siamo in pieno boom della rivoluzione industriale, e lui è un autore inglese (anglo- polacco per la precisione), vive quindi n presa diretta l’evoluzione di una società che, acquisendo sempre più capacità produttive, paga il conto in termini di alienazione, imbruttimento urbano, sconvolgimento delle classi. È l’epoca che sancisce in maniera lapalissiana il processo di sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Nel mondo occidentale l’uomo borghese domina sull’operaio, la società si spacca in due tra i pochi che lavorano con la mente e i tantissimi che lavorano col corpo. Il capitalismo si affaccia dalla finestra e inizia a scaldare una nuova era. Intanto le spedizioni colonialistiche diventano sempre più intense, il mito dell’uomo bianco investito da responsabilità di civilizzazione, maschera per il perpetrarsi di agghiaccianti barbarie, acquista credito. Le teorie darwiniane sono state piegate con forza e stravolte, asservite alla logica bieca di un tornaconto economico dalla portata gigantesca. E Conrad è prodotto e allo stesso tempo voce narrante di tutto ciò. Un artista capace di immortalare con poche parole ogni stato, ogni emozione,ogni malessere; capace di narrare le vessazioni delle popolazioni bianche su quelle africane; cantore di una società che civilizzandosi assume i contorni della fiera. Conrad è simbolo di tutto ciò perché, meglio di tutti quanti, ha saputo raccontare l’imbarbarimento della specie. Non solo con le sue opere ma con la sua stessa vita. Uno spirito incapace di trovare quiete, smarrito e senza luoghi da definire casa propria, ostaggio di un malessere che è malattia cronicizzata dell’essere umano.