Le cellule staminali per risolvere le calvizie

Chi prima e chi dopo, praticamente tutti gli uomini, nel corso della loro vita, arrivano al momento in cui devono fare i conti con la calvizie. Tra metodi più o meno scientifici e fortunate pubblicità, nel corso dei decenni non sono state poche le soluzioni prospettate, ma fino ad oggi, una cura definitiva non si riusciva ancora a vedere all’orizzonte. I farmaci anti calvizie, infatti, possono stimolare la crescita di peli già esistenti o, al limite, rallentare la perdita di follicoli piliferi.

Ma ad aprire un nuovo scenario che potrebbe rivelarsi vincente sono, oggi, le cellule staminali.

Un gruppo di ricercatori coordinati dal medico Claire Higgins, dell’Università Columbia di New York, ha pubblicato un articolo che spiega come sia stato possibile, per la prima volta nella storia, coltivare in laboratorio delle cellule staminali che, trapiantate nel cuoi capelluto, potrebbero stimolare la produzione di nuovi bulbi piliferi.

Come risaputo, infatti, le cellule staminali sono gli elementi di “base” che danno origine a tutte le cellule presenti nel corpo umano, risultando le responsabili, quindi, anche della formazione degli organi e dei vari tessuti.

Non fanno eccezione i follicoli piliferi, all’interno dei quali le staminali presenti si attivano per dare il via a un nuovo ciclo di vita del capello.

La sperimentazione è iniziata prelevando delle cellule da alcuni volontari e trasformandole, poi, in laboratorio, in bulbi piliferi. A questo punto, quanto ottenuto è stato trapiantato in alcuni lembi di pelle umana innestati su dei topi. Dopo qualche tempo, da quasi tutti gli innesti sono iniziati a spuntare dei peli che, analizzati al DNA, si sono rivelati essere dei follicoli umani geneticamente corrispondenti al relativo donatore.

Naturalmente, è ancora troppo presto per cantare vittoria, visto che il metodo, ad oggi, non può essere applicato all’uomo, non solo per questioni di sicurezza, ma anche perché, ancora, mancano alcuni tasselli. Diversamente dai topi, infatti, nei quali la ricrescita dei peli è spontanea una volta trapiantate le cellule staminali derivate dalle staminali grazie alle strutture ricche di nervi e vasi sanguigni che si trovane sull’epidermide. Nell’uomo questa spontaneità non avviene e il follicolo, per attivarsi, ha bisogno di una struttura, chiamata “papilla dermica”, che viene ritenuta la vera e propria “fabbrica di capelli”.

Le cellule di derma papillare, però, ancora non sono state ricreate in laboratorio, ma gli studi effettuati hanno portato all’ipotesi che il trapianto di bulbi piliferi ottenuti da cellule staminali possa indurre l’epidermide a formare quelle condizioni adatte alla crescita dei capelli che nei roditori avvengono spontaneamente.

Secondo quanto dichiarato dai ricercatori, per il momento gli esperimenti sono stati in grado di ricreare poco più del 20% di tutte le strutture delle citate “fabbriche del capello”: poco per poter lasciarsi andare a previsioni definitive e a esagerati ottimismi, ma abbastanza per intuire che questa possa essere la strada giusta per risolvere uno dei problemi che, secondo più di un sondaggio, sono tra i principali dilemmi estetici dell’uomo.