Matrimonio: come NON comportarsi per essere impeccabile

Organizzare un matrimonio non sarà certo la cosa più semplice al mondo, ma certamente anche parteciparvi da invitato ha il suo bel carico di responsabilità. Ecco una serie di condotte che l’etichetta nuziale condanna e che, se adottate, possono esporvi a pessime figure e persino incoronarvi re o regine dei guastafeste.

Il colore dell’abito: i colori tabù

Il galateo, in fatto di abiti da cerimonia Lecce, Milano o anche fuori dall’Italia, ha un proprio protocollo di divieti cromatici, ovvero, esistono alcuni colori di abito che non possono (o non dovrebbero) essere indossati ad un ricevimento nuziale. Ovviamente, il primo colore bandito dal matrimonio è il bianco, e la ragione è scontata: quello è il simbolo della sposa, appartiene a lei e nessun altro (o nessun altra in particolar modo) può arrogarsi il diritto di farlo diventare proprio. Vietati anche il nero e il viola, cromie che evocano malasorte e cattivi auguri, ed il rosso, poiché troppo passionale e appariscente, fuori contesto in occasioni simili.

No allo smoking per lui e alle scollature per lei

Lo smoking è un abito da sera, non da cerimonia, e non è adatto per i ricevimenti nuziali. Il protocollo prevede anche che il frac sia adatto solo la sera mentre il tight esclusivamente di giorno. Per lei, invece, sono da escludere abiti eccessivamente scollati o con la gonna troppo corta, sia perché si tratta di un evento solenne (religioso o civile, cambia poco) e sia perché, per lo stesso discorso di cui sopra, bisogna fare in modo che nessuno sposti i riflettori dalla sposa, la vera festeggiata dell’occasione.

Non prendere iniziative

Oggi più che in passato, i matrimoni sono eventi organizzati in maniera scientifica, schematica, inflessibile. Ogni momento è prestabilito, ogni aspetto curato nel dettaglio, ci sono scalette con le tempistiche ben stabilite e, spesso, un wedding planner a vigilare sul tutto. Dunque, non prendete iniziative, non predisponete sorprese a effetto senza che vi sia stato espressamente richiesto o senza, quantomeno, averne parlato per tempo con gli organizzatori. E occhio anche alle condivisioni sui social di foto e video dell’evento: assolutamente da evitare, salvo previa autorizzazione da parte degli sposi: occorre rispettare la loro privacy e i loro tempi. Ognuno ha un proprio modo di approcciarsi ai social network e alla realtà virtuale e la vostra sensibilità è diversa da quella degli sposi o anche degli altri invitati; trasformare l’evento in una carnevalata è un comportamento di cattivo gusto, irrispettoso e privo di tatto nei confronti dei festeggiati, dei presenti e degli organizzatori.