Vediamo cos’è il CCNL per lavoro il domestico

E’ entrato in vigore il primo luglio del 2013 il nuovo contratto collettivo nazionale per il lavoro domestico, esso vige su tutto il territorio e il contratto individuale susseguente potrà prevedere solo maggiori benefici rispetto ad esso.

Il CCNL lavoro domestico resterà in vigore fino al 31 dicembre 2016 e prevede nuovi diritti e nuove tariffe.

Il contratto va a disciplinare il rapporto di lavoro domestico e fissare dei diritti in un settore spesso legato allo sfruttamento.

Vediamo la disciplina e quali sono le principali novità di questo CCNL lavoro domestico rispetto alla precedente versione.

In primo luogo è previsto un aumento dei minimi retributivi in base all’inflazione prevista e gli aumenti saranno annuali per il 2013, 2014 e 2015.

Nel settore non è possibile impiegare i minori di anni sedici, è disciplinato anche il periodo di prova che deve essere retribuito e non può superare i 45 giorni, superato tale periodo si intende stipulato il contratto di lavoro vero e proprio.

Il nuovo CCNL lavoro domestico prevede anche la possibilità di avere un’aspettativa non retribuita fino a 12 mesi, ciò non era possibile con il vecchio contratto in base al quale il lavoratore poteva assentarsi solo per brevi periodi.

Maggiore tutela è riservata anche nel caso in cui il lavoratore sia colpito da malattia oncologica conclamata da certificati ASL, in questo caso il periodo che permette la conservazione del posto di lavoro viene raddoppiato rispetto al passato.

Il datore di lavoro almeno un mese prima delle scadenze previste dalla normativa fiscale per la presentazione della dichiarazione dei redditi, deve consegnare al lavoratore un’attestazione dalla quale si deduca il reddito percepito dallo stesso per il lavoro prestato.

Aumentano anche i diritti relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro, infatti, il datore di lavoro è tenuto a dotarsi di un impianto elettrico a norma, altrimenti in caso di incidente sul lavoro, sarà ritenuto personalmente responsabile e l’INAIL potrà esercitare la rivalsa per il risarcimento del danno procurato.

Non è questa l’unica novità legata al sistema previdenziale perché il nuovo CCNL lavoro domestico  prevede entro due mesi dall’entrata in vigore, l’istituzione di un’ente bilaterale denominato ebilcoba che si occuperà della previdenza in caso malattia, infatti, in passato tale periodo doveva comunque essere pagato dal datore di lavoro. La cassa viene finanziata con 0,03 cent sulla retribuizione oraria, di questi 0,02 cent sono a carico del datore di lavoro e 0,01 a carico del lavoratore. Questa misura è importante perché in passato spesso le famiglie dopo un primo periodo, erano impossibilitate nel pagamento della malattia e quindi vi erano delle storture nel settore e poche garanzie per i lavoratori.

Il contratto prevede anche 36 ore di riposo settimanale di cui 24 dovrebbero coincidere con la domenica, in caso di impossibilità il giorno di riposo deve essere dato appena possibile e comunque il lavoro effettuato durante il periodo che dovrebbe essere deputato al riposo deve essere retribuito con maggiorazioni. Il contratto collettivo nazionale per i lavoratori domestici inoltre mostra particolare sensibilità per le diverse culture religiose e prevede che in caso di appartenenza ad una religione che non prevede la domenica come giorno festivo, ma altro, sia data la possibilità di avere quel particolare giorno come riposo settimanale.