Chirurgia endoscopica maxillo-facciale

Anche nel campo della chirurgia maxillo-facciale l’endoscopia ha superato i limiti del semplice mezzo diagnostico e si è affermata come un efficiente ausilio terapeutico ed operatorio.

L’endoscopia sfrutta la tecnologia delle fibre ottiche (strutture tubulari in grado di condurre la luce e le immagini ,che vengono fatte passare nei tessuti attraverso l’inserimento di piccole cannule) per osservare parti del corpo umano altrimenti raggiungibili solo tramite incisione dei tessuti circostanti. L’area visualizzata rappresenta lo spazio operatorio in cui il chirurgo (uno dei più esperti a riguardo è il Dott. Evaristo Belli) potrà intervenire attraverso l’introduzione (sempre attraverso cannule) di apposita strumentazione di diametro millimetrico (pinze, forbici, dispositivi laser) manipolata attraverso lo scorrimento di sottili cavi d’acciaio. L’intervento viene visualizzato su uno schermo.

Le caratteristiche di questa metodica operativa sono l’ottima capacità di visualizzazione del campo operatorio (in molti casi superiore alla visualizzazione diretta grazie alla possibilità di ingrandimento e rielaborazione computerizzata dell’immagine) e la minima invasività (ridotta necessità di incisione dei tessuti e di sanguinamento degli stessi).

Molti settori della chirurgia maxillo-facciale sono diventati campo di applicazione di questa tecnologia.

Artroscopia dell’articolazione temporo-mandibolare.
Questa tecnica consente l’asportazione di tessuti molli di piccole dimensioni (aderenze fibrose, frammenti di tessuto cartilagineo degenerato, polipi). Permette inoltre l’esecuzione di interventi chirurgici a carico del menisco fibrocartilagineo per migliorarne la mobilità e ridurre la sensazione dolorifica generata da alcune patologie di questa struttura anatomica.

Chirurgia estetica della fronte e delle aree mediali del viso.
Anche la branca estetica della chirurgia maxillo-facciale ha subito una evoluzione.
L’utilizzo dell’endoscopio permette di evitare le ampie incisioni cutanee degli interventi tradizionali. Bastano infatti piccole incisioni di circa 4 mm a livello dell’attaccatura del cuoio capelluto. La pelle viene distesa tramite applicazione di sottili suture sottocutanee ed anche la muscolatura mimica facciale può essere facilmente raggiunta e modificata.

Chirurgia dei seni paranasali.
In questo caso si parla di chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali (FESS)
Si tratta di un trattamento mirato alla risoluzione delle patologie che alterano il normale passaggio d’aria nelle vie respiratorie superiori (naso e seni paranasali) e che causano ostruzione al normale svuotamento delle cavità sinusali (sinusiti acute complicate, sinusiti croniche, presenza di polipi naso-sinusali). In questo caso il campo operatorio può essere raggiunto passando direttamente dalle cavità nasali.

Chirurgia riparativa per fratture orbitali, zigomatiche, dei seni frontali o sub-condilari della mandibola.
Rispetto all’approccio chirurgico tradizionale la metodica endoscopica permette una visualizzazione più accurata dell’osso e dei margini di frattura e riduce al minimo la necessità di dissezione dei tessuti molli circostanti. Questo si traduce anche in un vantaggio per il paziente che necessiterà di tempi minori per il recupero post operatorio e di durata di ricovero ospedaliero ridotta. Poiché la tecnica richiede solo piccole incisioni cutanee anche il risultato estetico finale è migliore.