La caduta fisiologica dei capelli

Il ciclo naturale e vitale dei capelli viene, nel corso della vita, sempre più spesso alterato da fattori esterni e interni che ne condizionano il normale processo di rigenerazione.
Per questo, oltre a fattori prettamente fisiologici e naturali come il sesso, ad esempio, che incide su una maggiore o minore caduta dei capelli stessi, ci sono fattori che devono essere presi in considerazione al momento della valutazione dello stato di salute del capello.

Se una donna ha meno predisposizione a una perdita di capelli, un uomo per fattori genetici è molto più predisposto geneticamente alla calvizia, ma ci sono momenti della vita anche per una donna in cui un calo fisiologico della crescita o ricrescita può essere motivo di preoccupazione.

Anche una chioma sana e folta è soggetta spesso alla caduta di capelli, in particolari periodi dell’anno come possono essere le stagioni di transizione come la primavera e l’autunno, ma è solo quando la caduta permane nel corso del tempo che occorre cominciare ad allarmarsi.

L’assunzione di determinati farmaci, squilibri ormonali, carenza di vitamine che possono essere anche integrate a partire da un cambio di alimentazione, più attento e mirato, shock o anche la densità dei capelli, sono tutte variabili che incidono sulla perdita dei capelli, e che devono essere messe in conto una volta che ci si rende conto di un principio di caduta in modo da poter correre ai ripari.

Un diradamento dei capelli è da considerare normale quando non permane nel tempo, seppur sappiamo essere un motivo di imbarazzo e preoccupazione nei soggetti abituati a chiome folte e sane.