Salento alternativo: il Tacco fuori dalle logiche di massa

Dimenticate Gallipoli, Otranto e Porto cesareo: il Salento è anche tanto altro! Come scoprire il Tacco in maniera alternativa e autentica!

<b>Il Salento è meta di riferimento dell’estate italiana</b>, una meta sempre più di tendenza che trova in Gallipoli, Otranto, Lecce le mete di riferimento più note e apprezzate dai visitatori. Ma il turismo di massa non è l’unico modo di approcciarsi a una terra magica e ricca di fascinazioni: case vacanze Torre Vado, b&b a Leuca, campeggi sul mare sono ottimi punti di partenza da cui avviare un soggiorno <b>al riparo dalle logiche del <i>mainstream</i> e del divertimentificio di cartone</b>, perché il Salento è molto di più di quanto la maggior parte dei turisti sia disposta a scoprire.

<h3>Santa Maria di Leuca</h3>

Non che <b>Santa Maria di Leuca</b> sia una meta sconosciuta, ma certamente si allontana dalle dinamiche tipiche della movida gallipolina così come dalle nottate da <i>dancehall</i> del litorale adriatico. Lì si incontrano le correnti del Mare Adriatico con quelle dello Ionio, dipingendo una verticale sul mare che si staglia sull’orizzonte, regalando un colpo d’occhio con pochi eguali nel mondo.

<h3>Presicce e Specchia</h3>

Poco distanti da Leuca, le piccole cittadine di <b>Presicce e Specchia</b> (appena 10 mila abitanti in tutto) sono due perle scolpite nel cuore del Tacco. Entrambi i comuni (a pari di Otranto) sono annoverati nella lista dei Comuni più belli d’Italia dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), a buon diritto: nonostante un’estensione limitata, le due realtà presentano una incredibile sovrabbondanza di arti, che attraversano per intero la storia millenaria del Salento e la raccontano sotto forma di espressioni artistiche, dal Barocco al Rinascimento passando per le suggestioni arabeggianti e per quelle gotiche.

<h3>Il turismo biologico</h3>
Negli ultimi anni ha preso fortemente piede anche un tipo di <b>turismo virtuoso presso biomasserie</b>, dove si celebra l’essenza più autentica della salentinità. Nella provincia di Lecce, la tradizione rurale assume un ruolo di guida identitaria. La vita dei campi è stata il modello culturale egemone per secoli e resta un pilastro dell’identità del posto. La <b>cura per la genuinità dei cibi</b>, che da sempre è stata un’esigenza del posto, si trasforma finalmente in eccellenza da utilizzare come risorsa turistica. Le masserie sono il tempio di quel retaggio, ben lungi dal diventare simulacri di un passato ma sempre più radicati nelle logiche del presente, seppur con altre vesti.