Turismo rurale: Otranto in altre vesti

agriturismo a Otranto il Megalite

Tra le principali mete turistiche del Salento, Otranto si distingue per originalità e ricchezza della propria offerta. Il boom di visitatori che ha segnato l’economia salentina nell’ultimo decennio è stata fortemente sospinta dalle seduzioni costiere, intorno alle quali si è articolata una serie di servizi ludici e di divertimento come discoteche, pub, ristoranti. Esso è stato il motore trainante del settore ricettivo locale, mentre l’aspetto culturale e artistico, benché rilevante, si è profilato come un elemento accessorio, marginale per almeno i tre mesi di stagione estiva. Ciò nonostante, istituzioni, enti di varia natura e stakeholder hanno saputo portare avanti le tradizioni e i tratti più caratterizzanti del territorio, rendendoli eccellenze di impatto assoluto e di interesse certo. Ogni agriturismo a Otranto si orienta verso questa direzione, per promuovere e sostenere un’offerta che sappia persino prescindere dalle località balneari, spostando il focus d’osservazione sulle eccellenze gastronomiche, sull’autenticità dell’esperienza e sul desiderio di acquisire un rapporto diretto con la natura e con le sue risorse più rappresentative.

Il turismo rurale è una risorsa inestimabile per una serie di ragioni: dal punto di vista della promozione territoriale, è un sistema che alimenta e diffonde l’identità, la tradizione e la storia del posto; economicamente, attira soprattutto turisti facoltosi e con un tenore di vita medio – alto; a livello ecologico, è un’attività a impatto zero che non incide negativamente sul territorio; in generale consiste in una forma di turismo che veicola segnali positivi, sostiene una conoscenza più profonda dell’intero contesto, per proporre un tipo di vacanza capace di andare oltre le apparenze, per approfondire nel cuore della sua essenza, della storia, dell’arte e del pensiero il luogo visitato. La cucina e le specialità alimentari rivestono un aspetto importante dell’itinerario, ma sarebbe davvero superficiale ridurre il tutto all’idea di tour gastronomico; qui ogni prodotto ha la sua storia e un suo valore che è possibile scoprire, riacquistando al contempo un rapporto intimo con i naturali cicli della terra che ormai sembrano non appartenere più ai ritmi dell’uomo moderno.